Cantieri di restauro e COVID 19 – fermiamoci tutti adesso per ripartire prima

Cantieri di restauro e COVID 19 – fermiamoci tutti adesso per ripartire prima

Schermata 2020-03-20 alle 20.01.17Viviamo un momento drammatico a livello mondiale e l’Italia è il paese più colpito in assoluto. La pandemia del COVID 19 mette a repentaglio tutto: la nostra stessa vita, quella dei nostri cari, il nostro benessere fisico, psichico ed economico e anche il nostro avvenire professionale. E proprio per questo adesso a tutti noi è richiesto di fare la nostra parte! Ciò significa in primo luogo evitare tutti gli spostamenti non necessari. L’ARI è sempre stata pronta – e sempre lo sarà – a difendere il valore assoluto della cultura e dell’importanza della sua conservazione, ma adesso ci è chiesto di fare un passo indietro per il bene individuale e collettivo. In questo momento d’emergenza nazionale, con migliaia di morti, con la diffusione del virus in tutto il paese e senza la possibilità di prevedere la fine delle misure eccezionali messe giustamente in campo da parte delle autorità preposte, il nostro dovere è fermare momentaneamente le nostre attività.
Gravissime sono le parole della Dott.ssa Daniela Porro della Soprintendenza speciale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Roma, in occasione di un’intervista accompagnata da un video pubblicato sul sito della Repubblica, che rendono pubblico il proseguimento dei lavori di restauro nei cantieri della stessa Soprintendenza, venendo meno al compito isituzionale di un alto funzionario di un Ministero della Repubblica Italiana. Tale compito non deve solo garantire la tutela della cultura ma deve anche e soprattuto garantire la tutela della salute dei dipendenti e dei professionisti esterni.
Tutti noi, imprenditori e operatori del settore, abbiamo valutato il da farsi, con non poche difficoltà e incertezze, abbiamo cercato soluzioni che non venissero meno ai principi di serietà e impegno professionale, e che tutelassero i dipendenti e le nostre attività e abbiamo concluso che nessuno di noi , neppure chi lavora in piccoli e sperduti cantieri può evitare del tutto i rischi di contagio per vicinanza con i colleghi, scarsezza dei DPI necessari , possibili vie di infezione, da quella aerea a quella di contatto (diretto o indiretto sulle superfici), e ancora per gli spostamenti necessari per raggiungere i luoghi di lavoro.
Altra considerazione che ciascuno di noi non ha sottovalutato è il rischio di incidenti in cantiere che andrebbero ad aggravare la già drammatica situazione delle strutture sanitarie.
Sappiamo bene dai corsi sulla sicurezza che i rischi non si possono eliminare, si possono solamente gestire e in questo momento ci è chiesto di gestire il rischio biologico perciò tutti insieme RESTIAMO A CASA!
Inviatiamo pertanto tutti i funzionari che hanno il compito istituzionale di provvedere alla tutela dei nostri BB.CC. di salvaguardare, in questo momento così drammatico, in primo luogo la salute degli operatori del settore nel rispetto della SALUTE PUBBLICA.

CD ARI – Associazione Restauratori d’Italia

 

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